| titolo | tecnica | anno | dimensioni |
| Dillo alla Luna |
olio su tela |
2024 | 80x100 |


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Questa opera di Carmine Grasso, firmata e datata 2024, si presenta come un’intensa visione onirica che fonde elementi surrealisti e simbolici in una composizione fortemente evocativa. Al centro del dipinto domina una figura zoomorfa — un delfino antropomorfo — che sembra comunicare con una figura umana di spalle, proiettata verso un paesaggio irreale. I due sono uniti da una grande luna bianca, quasi solare, attorno alla quale ruotano misteriosi prismi scuri che si dipartono come schegge di luce o pensieri frammentati. La scena è immersa in una gamma cromatica prevalentemente fredda, dominata da blu e verdi profondi, che contrasta con i toni caldi della figura umana e delle geometrie giallo-arancioni. Il risultato è un’atmosfera sospesa, in bilico tra quiete contemplativa e tensione dinamica. Gli elementi architettonici sullo sfondo, stilizzati e vagamente orientaleggianti, aggiungono un senso di sogno e lontananza. L'opera può essere letta come una riflessione sul dualismo tra l’istinto (il delfino) e la coscienza (la figura umana), o come un’esplorazione del subconscio, dove memorie, emozioni e pensieri si scompongono e si ricompongono in forme nuove e indecifrabili. Il centro esplosivo e luminoso può rappresentare una rivelazione, una nascita interiore, o un momento di collisione tra mondi. In ogni caso, Grasso invita l’osservatore a varcare la soglia del visibile per addentrarsi in un altrove simbolico, carico di enigmi e suggestioni.
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